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luís soares

Blog do escritor Luís Soares

Voir

From executive producers David Fincher and David Prior, VOIR is a series of visual essays celebrating Cinema and the personal connection we each have to the stories we see on the big screen. From intimate personal histories to insights on character and craft, each episode reminds us why Cinema holds a special place in our lives.

Empire

Empire is a 1964 black-and-white silent art film by Andy Warhol. When projected according to Warhol's specifications, it consists of eight hours and five minutes of slow motion footage of an unchanging view of the Empire State Building. The film does not have conventional narrative or characters, and largely reduces the experience of cinema to the passing of time. In 2004, Empire was included in the annual selection of 25 motion pictures added to the National Film Registry of the Library of Congress being deemed "culturally, historically, or aesthetically significant" and recommended for preservation. This video of Empire 1964 is 5 minutes and 15 seconds shorter than the original. As far as I know it is a slightly abbreviated version of the 1964 film.

È stata la mano di Dio

Dal regista e sceneggiatore Premio Oscar® Paolo Sorrentino (Il Divo, La grande bellezza, The Young Pope) la storia di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta. Il diciassettenne Fabietto Schisa è un ragazzo goffo che lotta per trovare il suo posto nel mondo, ma che trova gioia in una famiglia straordinaria e amante della vita. Fino a quando alcuni eventi cambiano tutto. Uno è l'arrivo a Napoli di una leggenda dello sport simile a un dio: l'idolo del calcio Maradona, che suscita in Fabietto, e nell'intera città, un orgoglio che un tempo sembrava impossibile. L'altro è un drammatico incidente che farà toccare a Fabietto il fondo, indicandogli la strada per il suo futuro. Apparentemente salvato da Maradona, toccato dal caso o dalla mano di Dio, Fabietto lotta con la natura del destino, la confusione della perdita e l'inebriante libertà di essere vivi. Nel suo film più commovente e personale, Sorrentino accompagna il pubblico in un viaggio ricco di contrasti tra tragedia e commedia, amore e desiderio, assurdità e bellezza, mentre Fabietto trova l'unica via d'uscita dalla catastrofe totale attraverso la propria immaginazione.